1 novembre alle 15.30
Introduzione: il volontariato

8 novembre alle 17.30
Presentazione del Progetto Camerun 2009

15 novembre alle 16.00
Volontariato con gli anziani: il ruolo del volontario nell’assistenza agli anziani

29 novembre alle 16.00
Come diventare un volontario. Il primo passo, conoscenza di sé

più informazione sul corso

Il 1° agosto scorso un gruppo di 12 studentesse italiane è partito per un campo di lavoro in Camerun. Le ragazze, che hanno soggiornato presso il Centro Culturale Rigel di Yaoundé, hanno svolto un programma di visite mediche rivolto ai bambini e agli adulti di Mehandan e Nkolnda, assistite dalle colleghe camerunensi.

Invito al concerto di beneficenza

Come sapete, abbiamo organizzato da Arcogrande un progetto di volontariato estivo al Camerun. Partono una quindicina di universitarie con una grande voglia di lavorare insieme ad altre coetanee camerunese nello sviluppo di Mehandan, un paesino vicino ad Younde.L’attività principale consiste in attenzione medica, lezioni di igiene e miglioramento della scuola locale.

Ci sono molte malattie dovute alle scarse condizione di igiene nel posto: ferite mal curate, parassiti… in particolare c’è la malaria, che è molto difficile da prevenire attraverso vaccinazione. La migliore prevenzione è evitare il contatto con le zanzare che la trasmettono, grazie all’utilizzo di zanzariere.

Per questo Vogliamo portare alle persone del posto le zanzariere, e altro materiale necessario per l’igiene personale : dentifrici, spazzolini, quaderni e matite. Per questo abbiamo organizzato un concerto di beneficenza ; la raccolta fondi servirà a questi scopi.

Una zanzariera costa 6 euro. Ogni persona può decidere quante zanzariere vuole donare. Ci affidiamo alla vostra generosità , sicuri del fatto il cuore giovane ha grandi confini!

Domenica, 11 maggio abbiamo organizzato un mercatino per la raccolta di fondi, nel cortile della Parrocchia romana di Sant’Eugenio.

 

Grazie a tutte le persone che ci hanno aiutato generosamente!

Foto de Yaoundé:

Date
La permanenza sarà di 10 giorni: dal 1 agosto al 10 agosto.

Soggiorno
Nel Centro Culturale Rigel di Yaoundé
Car.Ecole Normale Supérieure CETIC Ngoa Ekellé. Yaoundé
B.P. 8223, Yaoundé
Telef.: 237-22-239685

Un gruppo di ragazze del Camerun parteciperà anche alla attività. Saremo in totale 20 persone.

 Documenti richiesti sono ad oggi:

- passaporto con almeno 6 mesi di validità residua dall’arrivo in Camerun

- visto consolare per il Camerun (costa 100 euro per max 3mesi): viene rilasciato dopo 48 ore presentando passaporto, 3 foto tessera, libretto originario con vaccinazione contro febbre gialla (obbligatoria), fotocopia del biglietto aereo dove compaiono chiaramente le date di partenza e di ritorno. (contattare il Consolato prima di andare di persona. Si trova in via Siracusa 4/6 – Roma- 06/8555927; 06/44291285; fax: 06/44291323).

- vaccinazione contro febbre gialla; è l’unica obbligatoria

- lettera di invito da parte della persona che ci ospita.

 

Lavoro

Lavoreremo in 2 paesini vicini a Yaoundé: Mehandan e Nkolnda

Utilizzeremo come “luogo operativo” 2 scuole che si trovano in questi due paesini.

 

  Avvenire, 23.11.2007

Parla la presidente dell’istituto americano per il matrimonio e la politica pubblica: «Questa è una battaglia che non possiamo permetterci di perdere La questione della famiglia ruota tutta intorno al valore che si dà alle nozze che sono la chiave dell’esistenza e del futuro delle società Non sono una questione personale, ma il miglior strumento per la tutela dei figli»

intervista con Maggie Gallagher

di Riccardo Cascioli

«Il problema non è se possiamo vincere questa battaglia, ma se è una battaglia che ci possiamo permettere di perdere». La battaglia è quella per l’affermazione dell’unicità dell’istituzione matrimoniale tra uomo e donna; a richiamarne il senso è Maggie Gallagher, ricercatrice, editorialista, ma soprattutto leader emergente del nuovo movimento americano per il matrimonio. Che non sia un tipo disposto ad alzare bandiera bianca lo si capisce incontrandola: a dispetto della sua corporatura piuttosto robusta, nei movimenti e nei gesti trasmette una forte sensazione di dinamicità e fierezza, e le parole sono nette e taglienti.

Signora Gallagher, lei non parla quasi mai di famiglia, ma sempre di matrimonio. Perché?

Perché tutta la questione della famiglia ruota attorno al valore che noi diamo al matrimonio. Oggi c’è la tendenza a dargli un valore di scelta privata, di manifestazione pubblica di un amore privato. Ma se così fosse non ci sarebbe bisogno di leggi per regolarlo. Perché lo Stato dovrebbe occuparsene con legislazioni ad hoc? Basterebbe il diritto privato.

Invece?

In ogni cultura e in ogni tempo le società hanno considerato il matrimonio come la chiave della loro esistenza e del loro futuro. Il matrimonio è una istituzione umana, universale. Non è una scelta personale, è la precondizione per la sopravvivenza sociale. Tutto ruota attorno a tre pilastri: il rapporto sessuale tra un uomo e una donna genera bambini; la società ha bisogno di bambini; i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre. Quindi ogni società ha bisogno del matrimonio per difendere i bambini, e gli adulti hanno la responsabilità di avere un comportamento sessuale che garantisca ai bambini famiglie stabili in cui crescere.

Eppure in Occidente dobbiamo fare i conti con una realtà culturale profondamente cambiata.

E abbiamo ben presente cosa voglia dire il declino del matrimonio. Gli ultimi 40 anni in Europa e negli Stati Uniti ci dicono che il declino del matrimonio non coincide con l’avvento di un ordine sociale più libero, al contrario assistiamo a una gigantesca espansione del potere dello Stato e a un forte aumento del disordine sociale e delle sofferenze umane. Il declino del matrimonio non è un affare personale o religioso: quando uomini e donne non riescono a formare matrimoni stabili, il primo risultato è l’espansione delle azioni dei governi che cercano di tamponare i terribili bisogni sociali che ne derivano. Oggi non c’è un solo dollaro di spesa sociale che non sia dovuto in gran parte alle conseguenze della disgregazione familiare: crimine, povertà, tossicodipendenze, gravidanze delle adolescenti, cattivi rendimenti scolastici, problemi sanitari fisici e mentali. Anche nell’assistenza ad anziani che vivono per anni da soli in case di riposo.

La realtà ci dice però che in Europa e negli Usa, pur con differenze tra i diversi Paesi, c’è una forte percentuale di coppie che convivono e anche il rapporto sessuale, a causa della contraccezione, è ormai percepito separato dalla procreazione.

Che si possa separare il sesso dalla procreazione è una bugia e un’illusione. Ogni rapporto sessuale tra uomo e donna ha la potenzialità di procreare. Tanto è vero che aumentano le gravidanze delle adolescenti con il crescere della diffusione dei contraccettivi. E comunque oltre la metà dei bambini che nascono non sono ‘programmati’. Anche il ricorso alla procreazione artificiale non può cambiare questa legge naturale. Per quanto riguarda invece la scelta di convivere, abbiamo a che fare con persone che hanno deciso di non sposarsi, è una scelta personale, quindi perché lo Stato dovrebbe interessarsene?

Per regolare le conseguenze giuridiche della convivenza e per evitare che i bambini nati fuori dal matrimonio siano discriminati.

Le questioni giuridiche tra conviventi non hanno nulla a che fare con le leggi sul matrimonio che, ripeto, sono anzitutto a difesa dei bambini. Sono ormai migliaia gli studi che dimostrano in modo inequivocabile che il modo migliore per proteggere i bambini sia quello di garantire loro delle famiglie stabili, e questo è possibile soltanto con il matrimonio. La vera discriminazione c’è quando il matrimonio viene reso irrilevante, ridotto a rito religioso o a stile di vita personale: in questo caso i bambini vengono discriminati per favorire le scelte di vita e le preferenze sessuali dei genitori.

Sembra quasi che lei voglia un obbligo di matrimonio.

No, ognuno sceglie liberamente di entrare nel matrimonio, ma la società dà la necessaria rilevanza a questa scelta, la definisce, la consolida e la rinforza con delle norme, così che si possano crescere ragazzi e ragazze che aspirano a diventare uomini e donne capaci di formare a loro volta famiglie stabili. Al contrario basta guardare l’Europa per vedere che quando lo Stato riduce matrimonio e figli a scelta privata, le persone smettono di sposarsi e di avere figli in numero sufficiente da garantire la sopravvivenza della società. In fondo un figlio è sufficiente per sentirsi madri.

C’è chi sostiene che ammettere il matrimonio tra persone dello stesso sesso non solo non metta in crisi l’istituzione del matrimonio ma la rafforzi.

Chi si batte per il matrimonio gay sostiene che non è importante la struttura della famiglia, ma l’amore tra due persone e la qualità dell’impegno e di dedizione l’uno per l’altro. Ma questa è precisamente la riduzione del matrimonio a fatto privato. Lo Stato deve pensare prima di tutto all’interesse dei bambini: non c’è dubbio che abbiano bisogno di un padre e di una madre. Due padri o due madri non è lo stesso, è due della stessa cosa. Ma qui c’è la scelta che una società deve compiere: quando i desideri sessuali degli adulti entrano in contrasto con gli interessi dei bambini, cosa deve avere più peso, socialmente e giuridicamente? Alcuni si illudono pensando che con la legalizzazione dei matrimoni gay si abbiano semplicemente due tipi di matrimonio, uno omosessuale e l’altro eterosessuale. In realtà ci sarà sempre una sola istituzione chiamata matrimonio, ma il suo significato sarà completamente differente, con gravi conseguenze per i bambini.

***

chi è

In prima linea nella difesa del matrimonio

Maggie Gallagher è presidente dell’Institute for Marriage and Public Policy, che opera negli Stati Uniti e la cui unica missione è la ricerca e l’educazione sui modi in cui la legge e le politiche pubbliche possono rafforzare il matrimonio come istituzione sociale. Su questo tema, la Gallagher ha scritto tre libri, tra cui il recente «The Case for Marriage», in cui dimostra che le «persone sposate sono più felici, più sane ed economicamente in migliori condizioni». Maggie Gallagher scrive regolarmente su diversi quotidiani e periodici, tra cui il New York Times, The Weekly Standard e il Wall Street Journal.

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By A. Dean Byrd, Ph.D, MBA, MPH, www.narth.org, 4 April 2007

La conclusione è dello scienziato a capo del progetto di ricerca sul genoma umano

Per saperne di più sul Progetto Genoma umano

April 4, 2007 – Dr. Francis S. Collins, one of the world’s leading scientists who works at the cutting edge of Dna, concluded that “there is an inescapable component of heritability to many human behavioral traits. For virtually none of them is heredity ever close to predictive.”

Dr. Francis S. Collins
In reviewing the heritability (influence of genetic factors) of personality traits, Dr. Collins referenced the estimates of the percentage of various human personality traits that can be ascribed to heredity from the Bochard and McGue research.

Tratti della personalità ereditati dai genitori
The heritability estimates for personality traits were varied: General Cognitive Ability (50%), Extroversion (54%), Agreeableness (42%), Conscientiousness (49%), Neuroticism (48%), Openness (57%), Aggression (38%) and Traditionalism (54%).

Percentuale relativa all’omosessualità
Kirk et al. (2000) in their research using a community-based cohort of Australian twins reported a heritability estimate of 30% for homosexuality. Whitehead (1999, 2006) in his extensive review of the research cites 30% as the estimate of heritability for homosexuality as well, though he views the estimate as a maximum.

Ereditabilità non significa inevitabilità
Estimates of heritability are based upon careful analyses of studies conducted with identical twins. Such studies are important and lead to the conclusion that heredity is important in many of these traits. It is important however, to note that even in such studies with identical twins, that heritability is not to be confused as inevitability.

As Dr. Collins would agree, environment can influence gene expression, and free will determines the response to whatever predispositions might be present.

Nel Dna non ci sono predeterminazioni ad essere gay
Dr. Collins succinctly reviewed the research on homosexuality and offers the following: “An area of particularly strong public interest is the genetic basis of homosexuality. Evidence from twin studies does in fact support the conclusion that heritable factors play a role in male homosexuality. However, the likelihood that the identical twin of a homosexual male will also be gay is about 20% (compared with 2-4 percent of males in the general population), indicating that sexual orientation is genetically influenced but not hardwired by Dna, and that whatever genes are involved represent predispositions, not predeterminations.”

L’incidenza di esperienze vissute nell’infanzia
Dr. Collins noted that environment, particularly childhood experiences as well as the role of free will choices affect all of us in profound ways. As researchers discover increasing levels of molecular detail about inherited factors that underlie our personalities, it’s critical that such data be used to illuminate, not provide support to idealogues.

Gli autori che sostengono il determinismo genetico dei comportamenti umani ottengono molto credito
Citing such dangers, Dr. Collins referred to the book written by activist Dean Hamer who declared the discovery of the God Gene (this same author also is associated with “discovering the gay gene”).

Dr. Collins noted that the “evidence” in Hamer’s book “grabbed headlines,” but was “wildly overstated.”

A reviewer in Scientific American suggested that Hamer’s book on the God Gene should have been titled, “A Gene That Accounts for Less than One Percent of the Variance Found in Scores on Psychological Questionnaires Designed to Measure a Factor Called Self-Transcendence, Which Can Signify Everything from Belonging to the Green Party to Believing in ESP, According to One Unpublished, Unreplicated Study.”

Unfortunately, much of the research in areas such as homosexuality, has been not only misrepresented in the media but by the scientists themselves through the tendency to overestimate the quantitative contribution of their findings.

I media danno importanza soprattutto a studi che presentano l’omosessualità come “naturale”
Perhaps the best example of this media misrepresentation was the two studies conducted by J. Michael Bailey. In Bailey’s first study, he reported a concordance rate of 52%. In a second study, Bailey reported a concordance of 20-37.5%, depending on how loosely you define homosexuality. The first study received a great deal of press. The second study received almost no media attention.

Bailey himself acknowledged probable selection bias in his first study—he recruited in venues where “participants considered the sexual orientation of their co-twins before agreeing to participate.” The second study, using the Australian Twin Registry with its anonymous response format, made such bias unlikely.

Regarding the contributions of genetics to areas such as homosexuality, Dr. Collins concluded, “Yes, we have all been dealt a particular set of cards, and the cards will eventually be revealed. But how we play the hand is up to us.” *

presente.jpgpresente.jpg2 – Fondazione dell’Opus Dei
6 – Canonizzazione di San Josemaría
Compleanno di Masupresente.jpgpresente.jpg
11 a 14 – Corso di Ritiro
13 – Conferenza: Le fiction di successo: sceneggiatura, personaggi e storie scarica il programma delle conferenze
20 – Ritiro
Compleanno di Irene
27 – Volontariato

15: 30 Presentazione del progetto Harambbe

28 – Gita!
Compleanno di Stefania

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